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La Lega di lotta e di Governo. Salvini l'equilibrista

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Una Lega di lotta e di governo, questo è quanto si osserva da giorni in tv. Mentre nei Consigli dei Ministri la Lega vota e approva le chiusure, le restrizioni, in leader va in tv a dichiarare tutto e il contrario di tutto. Le piroette mediatiche di Matteo Salvini, da giorni si sono moltiplicate. La sua base vuole sentire "basta virus", "si apra tutto", ma la situazione epidemiologica non lo permette. Allora Salvini si contorce come un circense e con tono basso afferma "Vediamo, mi fido del Presidente Draghi, ora che c'è lui sto più tranquillo". Si, come no. Ma Salvini è uomo da talk, al cospetto di veri giornalisti e talentuosi intellettuali sfodera il suo repertorio base: "Ma come si permette?", "Aaah, è sempre colpa di quel cattivone di Salvini se le cose vanno male", per poi chiudere con il solito riepilogo di richieste al Governo,  come se lui non ci fosse. È comico ma purtroppo è così. Ma al netto delle simpatie e delle antipa

Instabilità e leggi elettorali. Tutta colpa del Rosatellum

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C'è chi sostiene in queste ore che tutti i partiti hanno scelto Draghi perchè incapaci di agire e soprattutto perchè non avevano il coraggio di affrontare una eventuale finestra elettorale nei prossimi mesi. Sarà, ma quel che é certo, è che questa legislatura è quella con più terremoti, una legislatura nata precaria e mai al sicuro a causa di una legge elettorale che ha praticamente fatto si che non ci fosse una maggioranza senza che opposizione e maggioranza si sedessero a un tavolo. È l'instabilità tipica di un'Italia soggetta alla crisi dei partiti. Sono bastati due spregiidicati giocatori come Salvini e Renzi per terremotare ben due governi, e non è detto che la loro furia omicida si sia placata del tutto. L'attuale legge elettorale dovrà essere cambiata, lo richiede la riforma del taglio dei parlamentari,  visto che verranno ridisegnati i collegi e il prossimo Parlamento avrà 345 eletti in meno. Non sappiamo che tipo di legge ci sarà, ma è chiaro che molte forze po

Governo dei migliori? Ma anche no...

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Sono ore in cui si torna a parlare di lockdown a causa dell'avanzata della temuta variante inglese, un ceppo virale che a quanto pare avrebbe già una incidenza sui nuovi casi pari al 18-20%. Mentre la politica litiga sulla fulminea chiusura delle piste da sci, operata a causa di alcuni dati preoccupanti apparsi su uno studio internazionale, il Quirinale e i partiti scelgono un confinamento in Parlamento. É chiaro che non ci sia una soluzione diversa, che il Capo dello Stato punti a una pacificazione, ma non é affatto scontata. Una pacificazione tra forze può esserci per qualche mese, ma prima o poi emergeranno le differenze e inizieranno le tensioni. Draghi non é certo un uomo abituato alla litigiosa vita parlamentare, é un tecnico prestato alla politica. Il suo compito sarà quello di completare una serie di riforme che l'Europa chiede al nostro Paese da tempo. Saranno riforme che creeranno problemi e tensioni nelle forze che compongono la maggioranza. Ma quale giudizio possiam

E se il lockdown servisse sul serio?

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In Nuova Zelanda nella giornata di ieri sono stati individuati tre casi di Coronavirus, un numero che in Italia verrebbe accolto con le capriole e i festeggiamenti, ma che per il Governo neozelandese é abbastanza per applicare un lockdown locale. Perché scelgono questa strategia che per noi appare incomprensibile? Semplice, per evitare una massiccia diffusione e per tracciare tutti i contatti in poche ore. Mentre in Italia si discute se aprire o no le piste di sci, con Salvini nel ruolo di oppositore al governo di cui fa parte, altrove si interviene chirurgicamente. Proprio di lockdown chirurgici in grandi metropoli aveva parlato il Professor Walter Ricciardi a settembre del 2020, ma non fu ascoltato. Oggi abbiamo tra i 10 e i 15 mila casi giornalieri, ma nessuno ha il coraggio di ammettere che alcune riaperture non dovevano essere effettuate, ma che anzi, con l'avanzare della variante inglese, erano necessarie misure restrittive. Da mesi é saltato il tracciamento, la curva dei con

Alexei Navalny e la lotta alla corruzione

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Tutti noi conosciamo Alexei #Navalny, attivista e blogger russo fiero oppositore del regime di Vladimir Putin. Alexei da anni combatte gli oligarchi russi e chiede una democrazia in Russia, pur dichiarandosi un fiero scudiero dei valori del nazionalismo. Navalny in questi anni ha sfidato la censura e grazie al suo team e alla moglie Yulia, ha pubblicato importanti inchieste sulla corruzione in Russia. Navalny attraverso una serie di piccole partecipazioni in aziende russe, ha raccolto tante informazioni con cui ha poi costruito delle inchieste-reportage che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, ma soprattutto sui social. I suoi canali sono molto seguiti, specie dopo aver subito un attentato con microsfere di novichoc, un potente nervino che lo ha ridotto in fin di vita. Dopo essere rimasto 5 mesi in Germania per curarsi, Navalny ha fatto ritorno in Russia, dove é stato subito processato e condannato a 3 anni e mezzo di carcere.  Nonostante questo, Navalny ha fatto pubblicare dal suo

Vaccini e varianti, a che punto siamo?

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Da qualche giorno l'Università di Oxford ha deciso di lanciare una sperimentazione attraverso l'inoculazione di vaccini diversi. Gli scienziati inglesi, davanti ad alcune varianti, hanno iniziato una prima sperimentazione che li porterà a somministrare ad alcuni gruppi di pazienti, dosi miste di vaccini. Questi volontari avranno dunque la prima dose di vaccino Astrazeneca e poi una seconda di Pfizer-Biontech, ma ci saranno altri gruppi che serviranno per studiare altre soluzioni invertendo l'ordine del vaccino. Questo studio è necessario anche alla luce di alcune notizie che giungono dal Sudafrica,  dove a quanto pare, il vaccino Astrazeneca verrà sospeso. La variante che imperversa nel paese africano, ha infatti creato enormi problemi, visto che il vaccino Astrazeneca al massimo avrebbe una efficacia del 28%. Un vero problema. L'altra variante da tenere d'occhio è quella amazzonica o di Manhaus, una variante che ha addirittura riacceso intere aree di contagio che a

Sviluppo sostenibile e pnrr per i giovani. Che futuro ci aspetta?

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In queste ore l'Italia prova a dotarsi di un esecutivo per affrontare la crisi pandemica e per delineare i progetti che entreranno nel piano "Next generation EU".  Nel pomeriggio di martedi si chiuderà il secondo giro di consultazioni, poi si giungerà al momento clou in cui dovrá esserci una sintesi programmatica e soprattutto una squadra in grado di affrontare le emergenze che verranno. Ogni forza politica ha portato al tavolo di Draghi una serie di dossier caldi, dossier che il Professore leggerá dando poi delle risposte alla maggioranza che lo sosterrà (ancora non definita). Qualunque sia il governo, dovrà tener conto di due problemi enormi: la pandemia e i licenziamenti. Saranno temi centrali, temi difficili da trattare per chiunque, anche per un economista come Draghi. In un primo periodo il Paese reggerá grazie agli attuali ammortizzatori sociali, ma nel giro di sei mesi, ai percettori andrá data una nuova opportunità di lavoro. Il tema del lavoro e degli investimen