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Il suicidio di Salvini fa nascere il Conte 2

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Il Conte 2 nasce esclusivamente grazie a un errore di strategia di Matteo Salvini. Il leader della Lega, oggi si affanna e urla al mondo che é vittima di una manovra di palazzo, ma in realtà è vittima di se stesso, della brama di potere, di una crisi incomprensibile che lui ha aperto. La crisi, che si è dipanata senza forzare i dettami della Costituzione, ha permesso che nascesse una nuova maggioranza. Pd e M5S restano pur sempre due forze politiche alternative, ma la figura di Conte, oltre ad affascinare il mondo del centrosinistra, ha ricompattato le varie anime del Movimento, fino a ieri in fibrillazione. Di Maio esce dalla contesa dignitosamente, magari "stressato" da qualche post di Grillo, ma comunque fiero di essere il Capo politico di una forza che oggi si appresta a tornare al Governo del Paese. Luigi Di Maio andrà quasi certamente agli esteri, Salvini lascerà il Viminale, anche se nei mesi, nessuno si era accorto della sua presenza. Mattarella, dopo aver atteso i…

Governo Conte, per il momento si va avanti

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Le elezioni europee hanno decretato la vittoria della Lega di Salvini, che in questo momento è la prima forza politica in Italia. Il discorso di Conte agli italiani, ben coordinato dallo staff di Palazzo Chigi, ha dimostrato che il Premier vuole andare avanti, ma solo se i due contraenti del contratto di governo lo sosterranno. Se il sostegno del Movimento è sicuro, quello della Lega non convince, nonostante Salvini sostenga di voler rispettare i patti. Dal 26 Maggio in poi, Salvini ha sempre premuto sull'acceleratore, mettendo in grossa difficoltà Luigi Di Maio, che oggi appare come un leader più moderato rispetto a Salvini. Il Governo italiano deve evitare dei danni ai conti pubblici, a breve partirà l'interlocuzione con la Commissione Europea, che probabilmente chiederà ancora dei sacrifici agli italiani. Quale reazione avrà la Lega? La tattica di caricare la pistola e di andare in Europa a minacciare i burocrati, serve alla propaganda salviniana, alla "bestia" di…

5 buoni motivi per andare a votare alle elezioni europee

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Quante volte avete sentito un amico dire "Non vado a votare,  sono tutti uguali"? Io tante volte. Ho sempre pensato che quella persona non aveva ben capito l'importanza dell'esercizio democratico del voto. Ecco 5 motivi validi per recarsi al voto:

1)Ogni volta che ti rechi alle urne, eserciti un diritto. Ricordati che votare è anche un dovere civico, non sottovalutare la forza del voto. Se molti vanno a votare, i pochi non potranno fare i propri interessi

2)Recati a votare per dimostrare che anche la tua scelta può condizionare la politica, perchè ricorda che sei tu che "paghi" gli stipendi agli eletti, dunque puoi anche usare il tuo voto per dare un indirizzo politico.

3)Le elezioni europee spesso non attraggono grandi masse, ma queste elezioni sono molto importanti per il destino dell'Europa, dei tuoi figli, dei tuoi nipoti. Anche il tuo destino potrebbe essere segnato da quel che si vota in Europa. Se vuoi dire basta austerity, recati alle urne e vot…

La lunga volata verso le Europee. La Lega esce ammaccata dal caso Siri

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La Lega dopo diverse settimane subisce una battuta di arresto, scendendo addirittura sotto la soglia psicologica di quel 30% che tutti i sondaggi avevano fotografato negli ultimi mesi. A pesare, il Caso Siri, che si è concluso con la revoca del Sottosegretario, che Di Maio e company hanno voluto fortemente. Una scelta giusta che ha fatto riprendere fiato, consensi, al Movimento 5 Stelle, che a questo punto prova a rosicchiare consensi nelle ultime due settimane che precedono il voto del 26 Maggio. Di Maio ha iniziato la campagna elettorale che si concluderà giorno 24 Maggio, sta girando l'Italia per spiegare cosa di buono è stato fatto in questo primo anno di Governo. Sarà una corsa a cui partecipa anche una Lega "ammaccata", colpita nelle costole dalla durezza degli attacchi rivolti a Siri. La battaglia dei grillini è stata percepita come positiva, i cittadini hanno apprezzato la volontà di fugare ogni dubbio, quindi, la revoca del Sottosegretario Siri, è una netta vitt…

Salvini metta in panchina Siri e la smetta di fare propaganda

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Gli ultimi giorni sono stati molto tesi, giorni in cui Lega e Movimento 5 Stelle, se le sono date di santa ragione. A innescare il continuo battibecco tra i due contraenti del contratto di governo, è la vicenda Siri, vicenda nella quale il Sottosegretario, è indagato per una presunta corruzione. A Siri i magistrati contestano la vicinanza ad Arata (ex Forza Italia) e una incessante attività per promuovere incentivi nel settore eolico, mediante un emendamento bocciato più volte dal Mise. Siri inizialmente ha negato, ma con il passare delle ore la sua posizione è cambiata, tanto che ha ammesso di aver avuto contatti con Paolo Arata, che tra l'altro ha suo figlio che è stato assunto a Palazzo Chigi da Giorgetti. In una vicenda del genere, in cui Siri risulta indagato, ci chiediamo se sia il caso che rimanga al suo posto, o se sia meglio per lui, e per il decoro delle istituzioni, che si dimetta, visto che avrebbe cosí modo di difendersi lontano dal Ministero delle infrastrutture. La…

Sulla Libia, caro Salvini, non si fanno polemiche

Mentre il Ministro Salvini continua a diffondere fake news sulla chiusura dei porti (non esiste un documento che lo provi), Di Maio prova a far capire all'alleato di Governo che la situazione in Libia è tesa, difficile da gestire, ma soprattutto un problema per il nostro Paese. Al netto delle dichiarazioni di Al Serraj, che prevede l'arrivo di 800 mila persone pronte a scappare dalla Libia, va detto che i numeri potrebbero essere più contenuti, ma comunque un problema serio per il nostro Paese . Si, perché davanti a una tragedia umanitaria, con gente che scappa dalla guerra, dalle torture, sarebbe difficile sostenere che quegli uomini, quelle donne, rappresentino un pericolo per l'Italia. Il vero pericolo per l'Italia, è invece lo scoppio e l'estendersi del conflitto, che avrebbe sicuramente una serie di ricadute negative su di noi. Intanto sarebbe veramente difficile respingere i barconi con a bordo dei rifugiati, ma i problemi potrebbero essere anche più seri qua…

Haftar e la Libia, un nuovo problema per l'Europa e l'Italia

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Torno a scrivere dopo qualche giorno trascorso a studiare gli scenari internazionali e a riflettere sulla situazione libica che da qualche ora è degenerata. Si temeva l'escalation militare e le prime avvisaglie ci sono già. Haftar ha avanzato il suo raggio di azione fino alla periferia di Tripoli e sembra non volersi fermare. Dietro all'avanzata si nasconde però un subdolo gioco diplomatico in cui sono coinvolti diversi Stati, ma in particolare la Francia. L'Italia in Libia ha sempre avuto buoni rapporti con i governi, ha sempre costruito una rete diplomatica in grado di monitorare la situazione e di allertare imprenditori e investitori che operano in un terreno assai difficile. Da qualche anno però, la nostra diplomazia ha ceduto il passo alla diplomazia francese, che in questo momento non si esprime su Haftar e su quello che potrebbe accadere qualora il conflitto si estendesse anche alle varie bande che coabitano in Libia.

Qualora l'esercito regolare riuscisse a resp…