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La crisi sui rifiuti è alle porte, la Calabria quasi al collasso

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Sebbene in tv si parli spesso dei rifiuti di Roma e di Virginia Raggi, esiste una Regione che rischia di piombare nel caos a breve. Parlo della Calabria, terra in cui i rifiuti sono spesso un settore mal gestito, che arricchisce i soliti noti, ma impoverisce, soprattutto, i calabresi, che da anni pagano una tassa sui rifiuti salatissima. Perchè accade tutto questo? Le cause sono molteplici ed è giusto procedere in maniera ordinata per provare a spiegare a chi ci legge, che ci sono dei problemi seri che impediscono un corretto sviluppo e una corretta applicazione di una serie di passaggi che dovrebbero far parte di un ciclo dei rifiuti virtuoso. In Calabria di virtuoso c'è ben poco, sono veramente pochi i comuni che hanno raggiunto degli obiettivi, anche se va detto che la differenziata ha comunque attecchito parzialmente sul territorio. Non tutti comprendono che i rifiuti non sempre devono finire in discarica, pochi si dedicano allo sviluppo dei centri di riuso, dei luoghi che pe…

Oliverio, a breve sarà "game over"

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Oliverio e il declino del Pd. Il prezzo lo pagano i calabresi

Il Presidente della Regione Calabria, da qualche giorno ha intrapreso una battaglia che ormai ha il sapore dello scontro istituzionale. Sebbene Mario Oliverio sia sottoposto ad obbligo di dimora, sia ai minimi storici in termini di consenso, ha pensato bene (noi pensiamo male), di intraprendere un nuovo scontro con la Ministra Giulia Grillo, che aveva inviato un Commissario e un sub Commissario alla Sanità. Oliverio avrebbe dovuto evitare qualsiasi strappo, invece ha pensato bene di inasprire la situazione nominando i vertici delle aziende sanitarie. La sua decisione non è piaciuta a migliaia di calabresi, ma ha soprattutto fatto infuriare il Ministro Grillo, che ha chiaramente messo nel mirino lo sgarbo istituzionale dell'esponente PD. 
Oliverio ormai ha un gradimento ai minimi storici, tanto che nel partito, ormai commissariato, circolano voci su un suo possibile ritiro dai candidati alle regionali. Oliverio smentisce…

Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza, Di Maio esulta

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Reddito di cittadinanza e quota 100 approvate 
Sono passati tanti anni e in molti non hanno mai creduto nel reddito di cittadinanza, in particolare politici, economisti e giornalisti. Eppure da ieri sera alle 18 e 20, il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza, sono leggi. Promessa mantenuta e ora non resta che attendere il mese di aprile, quando verranno erogati i primi aiuti a chi avrà superato il vaglio dei requisiti richiesti. Il ministro Luigi Di Maio ha dichiarato nella tarda serata di ieri, che le domande si potranno inoltrare presso gli uffici postali, attraverso caf e patronati, attraverso un apposito portale dedicato alla misura del reddito di cittadinanza. Il provvedimento per il 2019 ha un costo di 6,1 miliardi, più 1 per le assunzioni nei centri per l'impiego. Il Ministro si è detto soddisfatto per la misura e il risultato raggiunto, sostenendo che in passato, chi lo ha preceduto ha pensato molto poco alle fasce deboli della società. Ha affermato, inoltr…

Elezioni europee, una sfida cruciale

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Elezioni europee, un appuntamento decisivo per le politiche europee
Le elezioni europee del 26 maggio rappresentano un appuntamento che nessuno può rischiare di fallire, in particolare il Governo gialloverde, che fin dall'esordio, ha sempre battibeccato con una istituzione troppo votata al rigore, spesso lontana anni luce dai diritti dei cittadini e in particolare dei lavoratori. Ieri Jean Claude Juncker ha dichiarato: "Con la Grecia siamo stati poco solidali, forse abbiamo esagerato con l'austerità". Una dichiarazione che arriva dopo l'accordo con il Premier Conte, che quasi un mese fa, strappò un 2,04 alla Commissione europea, dopo un lungo braccio di ferro in cui non sono mancati i momenti di tensione. Conte e Juncker hanno trovato un accordo, ma è chiaro che le politiche di austerity, il controllo asfissiante sui bilanci, sia un limite per molti politici democraticamente eletti. Si, perché se il Governo fosse arrivato al 2,4 %, si sarebbero potute investire a…

Battisti e Tav, le news della domenica

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Battisti catturato in Bolivia
La notizia del giorno è certamente quella dell'arresto di Cesare Battisti, fermato in Bolivia dove si era rifugiato. Battisti, che da anni viveva in Brasile, è stato rintracciato dalla Polizia boliviana che ha eseguito l'arresto. In mattinata tutti gli esponenti politici del Governo Conte hanno espresso grande soddisfazione per l'arresto, un regalo da donare alle famiglie delle vittime, per anni beffate dall'ex terrorista diventato poi poeta e scrittore. La storia di Battisti (LEGGI QUI https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cesare_Battisti_(1954) la conoscono tutti: dalla fuga dal carcere di Frosinone, alle vacanze con sorriso beffardo in Brasile. Una buona notizia per gli italiani, in particolare i familiari delle vittime, che attendevano da anni di poter vedere in galera l'ex terrorista. Nei prossimi mesi Battisti verrà estradato e arriverà in Italia, dove dovrà scontare la pena.

Il Tav della discordia
L'altra notizia è quella della m…

Il Venezuela di Maduro sempre più solo

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Ieri Nicolàs Maduro ha prestato giuramento iniziando il suo secondo mandato. Il Presidente del Venezuela, che ha vinto le elezioni (contestate) di maggio 2018 con un 67%, oggi è sempre più isolato. I paesi del gruppo di Lima chiedono a Maduro di farsi da parte e di ristabilire la democrazia vera in un paese in cui l'inflazione alle stelle, sta facendo morire di fame milioni di venezuelani. Molte persone, perlomeno coloro che avevano le possibilità economiche, hanno lasciato il Venezuela trasferendosi altrove, nei paesi vicini. Oggi il Venezuela è un paese povero, dove la fame e la scarsità di cibo, la fanno da padrone. Stiamo parlando di uno stato in cui l'inflazione è esplosa, dove oggi c'è un'impennata della curva di mortalità infantile, dove mancano i farmaci per curare i malati. Nonostante le opposizioni abbiano tentato di rovesciare Maduro, l'ex autista e sindacalista ha resistito, arrestando molti oppositori e spegnendo le proteste con la forza. Oggi gli Sta…

La Consulta valuta inammissibile il ricorso del Pd

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Poco fa la Consulta ha reso noto che il ricorso presentato da 37 parlamentari del Partito Democratico è "inammissibile". La Corte ha ritenuto che il Parlamento non abbia violato i regolamenti vigenti e che dunque la compressione del dibattito era strettamente legata a scadenze e approvazione della Legge di Bilancio entro il 31 dicembre 2018. La Corte ha però specificato che le leggi dovranno comunque seguire un iter preciso per superare il vaglio di costituzionalità. Il Governo tira il fiato e dunque può esultare.

Le opposizioni hanno però fatto sapere che per loro è importante che la Consulta abbia specificato che il dibattito può essere compresso solo in casi eccezionali. Il ricorso era partito dopo la decisione del Governo di porre la fiducia in tempi molto stretti, una scelta apertamente contestata dalle opposizioni che avevano denunciato irregolarità. Il parere della Consulta invece riconosce al Governo di aver operato in situazioni di eccezionalità. Nelle ultime ore …