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5 buoni motivi per andare a votare alle elezioni europee

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Quante volte avete sentito un amico dire "Non vado a votare,  sono tutti uguali"? Io tante volte. Ho sempre pensato che quella persona non aveva ben capito l'importanza dell'esercizio democratico del voto. Ecco 5 motivi validi per recarsi al voto:

1)Ogni volta che ti rechi alle urne, eserciti un diritto. Ricordati che votare è anche un dovere civico, non sottovalutare la forza del voto. Se molti vanno a votare, i pochi non potranno fare i propri interessi

2)Recati a votare per dimostrare che anche la tua scelta può condizionare la politica, perchè ricorda che sei tu che "paghi" gli stipendi agli eletti, dunque puoi anche usare il tuo voto per dare un indirizzo politico.

3)Le elezioni europee spesso non attraggono grandi masse, ma queste elezioni sono molto importanti per il destino dell'Europa, dei tuoi figli, dei tuoi nipoti. Anche il tuo destino potrebbe essere segnato da quel che si vota in Europa. Se vuoi dire basta austerity, recati alle urne e vot…

La lunga volata verso le Europee. La Lega esce ammaccata dal caso Siri

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La Lega dopo diverse settimane subisce una battuta di arresto, scendendo addirittura sotto la soglia psicologica di quel 30% che tutti i sondaggi avevano fotografato negli ultimi mesi. A pesare, il Caso Siri, che si è concluso con la revoca del Sottosegretario, che Di Maio e company hanno voluto fortemente. Una scelta giusta che ha fatto riprendere fiato, consensi, al Movimento 5 Stelle, che a questo punto prova a rosicchiare consensi nelle ultime due settimane che precedono il voto del 26 Maggio. Di Maio ha iniziato la campagna elettorale che si concluderà giorno 24 Maggio, sta girando l'Italia per spiegare cosa di buono è stato fatto in questo primo anno di Governo. Sarà una corsa a cui partecipa anche una Lega "ammaccata", colpita nelle costole dalla durezza degli attacchi rivolti a Siri. La battaglia dei grillini è stata percepita come positiva, i cittadini hanno apprezzato la volontà di fugare ogni dubbio, quindi, la revoca del Sottosegretario Siri, è una netta vitt…

Salvini metta in panchina Siri e la smetta di fare propaganda

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Gli ultimi giorni sono stati molto tesi, giorni in cui Lega e Movimento 5 Stelle, se le sono date di santa ragione. A innescare il continuo battibecco tra i due contraenti del contratto di governo, è la vicenda Siri, vicenda nella quale il Sottosegretario, è indagato per una presunta corruzione. A Siri i magistrati contestano la vicinanza ad Arata (ex Forza Italia) e una incessante attività per promuovere incentivi nel settore eolico, mediante un emendamento bocciato più volte dal Mise. Siri inizialmente ha negato, ma con il passare delle ore la sua posizione è cambiata, tanto che ha ammesso di aver avuto contatti con Paolo Arata, che tra l'altro ha suo figlio che è stato assunto a Palazzo Chigi da Giorgetti. In una vicenda del genere, in cui Siri risulta indagato, ci chiediamo se sia il caso che rimanga al suo posto, o se sia meglio per lui, e per il decoro delle istituzioni, che si dimetta, visto che avrebbe cosí modo di difendersi lontano dal Ministero delle infrastrutture. La…

Sulla Libia, caro Salvini, non si fanno polemiche

Mentre il Ministro Salvini continua a diffondere fake news sulla chiusura dei porti (non esiste un documento che lo provi), Di Maio prova a far capire all'alleato di Governo che la situazione in Libia è tesa, difficile da gestire, ma soprattutto un problema per il nostro Paese. Al netto delle dichiarazioni di Al Serraj, che prevede l'arrivo di 800 mila persone pronte a scappare dalla Libia, va detto che i numeri potrebbero essere più contenuti, ma comunque un problema serio per il nostro Paese . Si, perché davanti a una tragedia umanitaria, con gente che scappa dalla guerra, dalle torture, sarebbe difficile sostenere che quegli uomini, quelle donne, rappresentino un pericolo per l'Italia. Il vero pericolo per l'Italia, è invece lo scoppio e l'estendersi del conflitto, che avrebbe sicuramente una serie di ricadute negative su di noi. Intanto sarebbe veramente difficile respingere i barconi con a bordo dei rifugiati, ma i problemi potrebbero essere anche più seri qua…

Haftar e la Libia, un nuovo problema per l'Europa e l'Italia

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Torno a scrivere dopo qualche giorno trascorso a studiare gli scenari internazionali e a riflettere sulla situazione libica che da qualche ora è degenerata. Si temeva l'escalation militare e le prime avvisaglie ci sono già. Haftar ha avanzato il suo raggio di azione fino alla periferia di Tripoli e sembra non volersi fermare. Dietro all'avanzata si nasconde però un subdolo gioco diplomatico in cui sono coinvolti diversi Stati, ma in particolare la Francia. L'Italia in Libia ha sempre avuto buoni rapporti con i governi, ha sempre costruito una rete diplomatica in grado di monitorare la situazione e di allertare imprenditori e investitori che operano in un terreno assai difficile. Da qualche anno però, la nostra diplomazia ha ceduto il passo alla diplomazia francese, che in questo momento non si esprime su Haftar e su quello che potrebbe accadere qualora il conflitto si estendesse anche alle varie bande che coabitano in Libia.

Qualora l'esercito regolare riuscisse a resp…

Via della seta, una grande opportunità per l'Italia

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La via della seta e gli inutili allarmismi dei media italiani

Torno a scrivere dopo qualche settimana, nel momento in cui l'Italia e la Cina sono vicinissimi a un accordo commerciale che probabilmente porterà enormi benefici al nostro Paese, oggi in piena recessione. La visita di Xi è fondamentale per il nostro Paese, perchè il gigante asiatico, il dragone, vuole sbarcare in Europa e portare tanti miliardi da investire in settori strategici. Miliardi che servono all'Italia e agli italiani, che hanno bisogno di ossigeno e di investimenti di un certo livello. L'ingresso dell'Italia nel grande e prestigioso percorso della via della seta, segna per il nostro Paese un passo storico. Si, perchè l'obiettivo delle imprese italiane è molto chiaro: aumentare le esportazioni in un Paese che consuma molto, e che sa apprezzare i nostri marchi di qualità. È chiaro che la Cina ha la sua strategia: approdare in Europa e gestire per tanti anni le movimentazioni dei porti italiani, …

E dopo la protesta del latte, ora si passa a quella sugli agrumi. Le nostre eccellenze sono in pericolo

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Nelle scorse ore diversi telegiornali hanno mandato in onda le proteste dei coltivatori di clementine Igp di Taranto. Non si tratta di una trovata per finire in tv, ma dell'ultimo grido di allarme che gli agrumicoltori hanno lanciato in questi anni. Situazioni analoghe esistono in Sicilia, Calabria, dove spesso gli agrumi vengono lasciati in terra, perché nessuno vuole comprarli. Perché? A causa di accordi dissennati che l'Unione europea ha fatto. Fanno entrare gli agrumi marocchini attraverso la Spagna (rendendoli comunitari) e allo stesso tempo fanno morire i piccoli produttori, che chiaramente non possono cedere i loro prodotti al prezzo dei marocchini. In Calabria, chi raccoglie le clementine spesso deve farlo con operai in nero, spesso viene anche utilizzata manodopera di origine africana, perché costa di meno. Questo é lo scenario che si presenta, questo é l'ultimo regalino dell'Europa.

Abbiamo un Paese in ginocchio, dove i prodotti italiani restano invenduti, e …