Elezioni europee, una sfida cruciale

Elezioni europee, un appuntamento decisivo per le politiche europee

Le elezioni europee del 26 maggio rappresentano un appuntamento che nessuno può rischiare di fallire, in particolare il Governo gialloverde, che fin dall'esordio, ha sempre battibeccato con una istituzione troppo votata al rigore, spesso lontana anni luce dai diritti dei cittadini e in particolare dei lavoratori. Ieri Jean Claude Juncker ha dichiarato: "Con la Grecia siamo stati poco solidali, forse abbiamo esagerato con l'austerità". Una dichiarazione che arriva dopo l'accordo con il Premier Conte, che quasi un mese fa, strappò un 2,04 alla Commissione europea, dopo un lungo braccio di ferro in cui non sono mancati i momenti di tensione. Conte e Juncker hanno trovato un accordo, ma è chiaro che le politiche di austerity, il controllo asfissiante sui bilanci, sia un limite per molti politici democraticamente eletti. Si, perché se il Governo fosse arrivato al 2,4 %, si sarebbero potute investire altre risorse per rilanciare l'economia oggi stagnante. Il vecchio continente non sta attraversando un grande momento, perché le previsioni di crescita non sono rosee, ed è evidente che ci sia una congiuntura economica negativa. Il Governo italiano ha messo nero su bianco le previsioni di crescita per il 2019, dove l'obiettivo é quello di centrare l'1%. 



Salvini e Di Maio sanno che la partita delle europee è fondamentale per cambiare le regole europee, regole che secondo i due, ma anche l'elettorato, soffocano la crescita. I numeri ci dicono che negli ultimi anni le ricette applicate dai governi precedenti non hanno funzionato. Il Movimento 5 Stelle sa che queste elezioni europee potrebbero cambiare lo scenario politico, per questo ha deciso di richiamare Alessandro Di Battista, il quale si immergerà in una lunga campagna elettorale partita proprio lunedi con il viaggio verso il Parlamento europeo. Le parole d'ordine della campagna elettorale saranno: diritti sociali, maggiore flessibilità, ma soprattutto immigrazione controllata e tutela del made in Italy. Sono temi molto cari ad entrambe le forze politiche, che da anni spiegano in piazza che bisogna cambiare l'Europa. La sensazione é che sia iniziata una campagna elettorale molto lunga, in cui nessuno si risparmierà. È molto probabile che le forze socialiste potrebbero arretrare, idem i popolari. Potrebbero crescere altri gruppi euroscettici, che a quel punto potrebbero anche essere decisivi per la maggioranza nel Parlamento Europeo. Il Movimento vuole essere l'ago della bilancia, per questo concentrerà tutte le forze per ottenere un buon risultato giorno 26 maggio.

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