La crisi sui rifiuti è alle porte, la Calabria quasi al collasso

Sebbene in tv si parli spesso dei rifiuti di Roma e di Virginia Raggi, esiste una Regione che rischia di piombare nel caos a breve. Parlo della Calabria, terra in cui i rifiuti sono spesso un settore mal gestito, che arricchisce i soliti noti, ma impoverisce, soprattutto, i calabresi, che da anni pagano una tassa sui rifiuti salatissima. Perchè accade tutto questo? Le cause sono molteplici ed è giusto procedere in maniera ordinata per provare a spiegare a chi ci legge, che ci sono dei problemi seri che impediscono un corretto sviluppo e una corretta applicazione di una serie di passaggi che dovrebbero far parte di un ciclo dei rifiuti virtuoso. In Calabria di virtuoso c'è ben poco, sono veramente pochi i comuni che hanno raggiunto degli obiettivi, anche se va detto che la differenziata ha comunque attecchito parzialmente sul territorio. Non tutti comprendono che i rifiuti non sempre devono finire in discarica, pochi si dedicano allo sviluppo dei centri di riuso, dei luoghi che permetterebbero di evitare che alcuni rifiuti vadano altrove con costi elevatissimi. Quello che i cittadini ogni giorno provano a costruire, spesso si scontra con inefficienze evidenti che affiorano nel sistema di raccolta dei rifiuti. È importante capire che la prima cosa da fare è ridurre il rifiuto. Come si possono ridurre i rifiuti?

Esistono tanti modi per ridurre i rifiuti, ad esempio sarà capitato a ognuno di voi di comprare una cassa di acqua e di gettare le bottiglie una volta consumata. Ebbene, quelle bottiglie, possono essere riusate per un tot di volte, quindi eventualmente riempite presso una fontanella pubblica. Questo eviterà che le bottiglie vadano in un cestino, che il soggetto in questione ne compri altre. È un inizio, un buon inizio. Per ridurre i rifiuti, i comuni devono eliminare del tutto i cassonetti, passando a una raccolta "porta a porta", in cui l'utente deve essere educato e censito. Ai sacchetti andrà applicato un codice identificativo, da apporre in particolare sui sacchi dell'indifferenziato. L'operatore dovrà pesare il rifiuto e attraverso un lettore scanner, acquisire la quantita in Kg dell'indifferenziato prodotto da un determinato cittadino. In seguito, dopo un'attenta analisi, il Sindaco e la giunta, dovranno approvare una delibera apposita in cui si specifica che chi produce una quantità maggiore di indifferenziato, viene penalizzato in bolletta. Il concetto è semplice: più differenzi, meno paghi. Più indifferenziato, più paghi. Questo è il primo modo per abbattere i costi e per far si che si produca meno indifferenziato, un rifiuto che finisce direttamente in discarica. L'obiettivo è di istituire una tariffa puntuale, in cui i virtuosi saranno premiati, gli "indisciplinati" stangati. Tutto questo non è stato fatto nella nostra bella ma trascurata Calabria, in cui spesso si è agito in deroga alle leggi, autorizzando l'apertura di discariche che servivano a contenere le migliaia di metri cubi di rifiuti.

La strategia della discarica non funziona, perchè tende a disincentivare la corretta raccolta dei rifiuti. Le discariche, tra l'altro, in Calabria sono ormai al collasso, non sono accettate dai cittadini, spesso deturpano l'ambiente. Nonostante la Regione sappia che il tema rifiuti è fondamentale, in questi 4 anni ha fatto pochissimo, anzi ha scaricato la patata bollente ai comuni, i quali dovranno costituirsi in ATO (ambiti territoriali ottimali). Ciò produrrà un disequilibrio e sfavorirà i piccoli comuni. Ancor più demenziale risulta essere la scelta di permettere l'apertura di discariche private mediante il rilascio di autorizzazioni ambientali, specie in un momento di crisi. Non essendoci tante discariche pubbliche, nel momento in cui si arriverà in emergenza, il privato potrà porre delle condizioni partendo da una posizione di forza nella contrattazione. "O paghi tot euro al quintale, o qui non entri", questo potrebbe essere lo scenario. Chi ha permesso questo, tra pochi mesi sarà all'opposizione, dove inizierà a rinfacciare ai nuovi governanti, che le strade sono piene di rifiuti e che le città sono sporche. La verità è chiara e visibile a tutti: il modello usato per la gestione dei rifiuti ha fallito. Le spese le pagheremo noi cittadini e contribuenti, ma soprattutto l'ambiente.

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