Immigrazione e sbarchi. Chi ha ragione tra Salvini e i Sindaci?

Sono giorni intensi questi, un inizio 2019 che si è aperto con una polemica forte tra i Sindaci del Partito Democratico e il Governo, in particolare con il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, da sempre nel mirino della critica per le sue idee sull'immigrazione. Partiamo da un presupposto: Salvini ha ottenuto molti voti e chi lo ha votato era a conoscenza delle sue idee sulla gestione dei migranti. Per questo motivo, il continuo attacco a Salvini non crea problemi alla sua base, che anzi viene galvanizzata dal "capitano" con continui tweet o attacchi alla sinistra. In rete le proteste per la gestione del Ministero, sono ormai una tendenza, ma va detto che attraverso questo modus operandi, Salvini ha ulteriormente evidenziato la totale mancanza di coesione europea. Si, perché il problema della gestione dei flussi, è un problema europeo, ma a quanto pare non interessa a nessuno. L'obiettivo di Salvini è quello di dimostrare che la sua linea dura funziona e che l'Europa e i Paesi membri non cooperano. E in effetti il Ministro ha ragione quando afferma che l'Italia ha accolto in passato e che non possiamo essere definiti razzisti da altri che invece da anni si rifiutano di prendere le proprie quote di migranti.

Nell'attuale vicenda bisognerà capire se la Sea Watch ha seguito tutte le operazioni, o se è vero che la marina libica aveva offerto il proprio supporto, poi ignorato dal comandante. In questo momento la nave é a poca distanza da Malta, che però non intende farla attraccare. Le dichiarazioni del premier maltese non lasciano dubbi. Nella vicenda ha provato a mediare anche il premier Conte assieme a Toninelli e Di Maio, favorevoli a far scendere donne e bambini. Nonostante questo, l'ong ha detto che le famiglie non possono essere divise. Il punto è che Malta non vuole aprire il porto perché sa che poi dovrà farsi carico dei 49, dunque non vuole creare un precedente, perché teme di diventare un hot spot, proprio come avvenne a Lampedusa. La sensazione è che le polemiche tra Sindaci e Ministro abbiano peggiorato la situazione, irrigidito le parti. Nessuno vuole cedere e dunque il problema persiste e persisterà. Probabile però che nelle prossime ore il Quirinale faccia pressing su qualche Cancelleria e che la situazione si sblocchi. La vicenda ci dimostra però che il fenomeno dell'immigrazione è assai complesso e che nessuno vuole partecipare alla ripartizione, nessuno è pronto a trovare un accordo su basi comuni, almeno fino a maggio. Da giugno in poi, sarà necessario trovare una soluzione, perché il numero delle partenze potrebbe aumentare, per via del clima mite e del mare calmo. Gli Stati membri devono sedersi e ridiscutere le regole comuni, perché è evidente che quelle attuali non vanno bene a nessuno e che la crisi sia ormai conclamata in una Europa che bada solo ai decimali e non alla riscrittura di regole comuni.

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