Il solito editoriale scritto con la puzza sotto il naso. Ma il Governo tiene e piace

Premesso che leggo circa 10 quotidiani al giorno, premesso che tre di questi sono esteri, stamane mi sono imbattuto nella lettura di un editoriale scritto da una penna storica, il fondatore di "La Repubblica" Eugenio Scalfari. Ebbene, Scalfari ci ha di nuovo spiegato che nel suo mondo, nella sua visione della politica, il voto democratico è stato sbagliato, ma solo perché ha eletto Salvini e Di Maio, gente che secondo lui deve essere al più presto arginata dal Pd, che reciterà il ruolo di salvatore della patria, nonostante i disastri compiuti nell'era Renzi, nonostante tutto. Si tratta di una narrazione non proprio aderente alla realtà, che come sempre, è
legata ai numeri, ai consensi, ai gruppi parlamentari.

Oggi i numeri ci dicono che questo Governo, è apprezzato dal 58% degli elettori, che la Lega è al 30%, che il M5S oscilla tra il 25 e il 27%. Non sono affatto numeri negativi, anzi, dai sondaggi è evidente che le opposizioni sono in stallo da mesi. L'ultimo sondaggio sulle elezioni europee del 26 maggio, ci raccontano e ci descrivono un'Italia molto differente da come ce la descrive Eugenio Scalfari, un uomo che già in passato ha preferito Berlusconi a Di Maio. E il Pd? Oggi i democratici sono impegnati in una conta interna, hanno avviato la macchina organizzativa delle primarie, con circa 380 mila iscritti che dovranno esprimersi. Al momento hanno votato nei circoli, circa il 50% dei delegati iscritti. Nei sondaggi il Pd oscilla tra il 17 e il 18,9%, dunque non lontano dal dato che il 4 marzo lo ha punito severamente. Ci chiediamo se Scalfari abbia capito che linea viene tenuta dai democratici in materia di immigrazione, di regole europee, economico-sociale. Di certo non porterà consensi la guerra ai poveri, al reddito di cittadinanza, uno strumento di sinistra mai fatto dalla sinistra. Avrà dei limiti? Può darsi, ma in 15 anni tante leggi hanno avuto dei limiti, ma il Pd non ha mai proposto delle raccolte firme per abrogarle. Lo avesse fatto per le leggi ad personam, per ripristinare l'articolo 18 (che loro hanno eliminato), oggi staremmo meglio. La verità è che Scalfari ha in testa un partito che un tempo difendeva i lavoratori, un partito che oggi non esiste più, che ha subito delle mutazioni. Questa è la verità, Scalfari se ne faccia una ragione. 

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