E dopo la protesta del latte, ora si passa a quella sugli agrumi. Le nostre eccellenze sono in pericolo

Nelle scorse ore diversi telegiornali hanno mandato in onda le proteste dei coltivatori di clementine Igp di Taranto. Non si tratta di una trovata per finire in tv, ma dell'ultimo grido di allarme che gli agrumicoltori hanno lanciato in questi anni. Situazioni analoghe esistono in Sicilia, Calabria, dove spesso gli agrumi vengono lasciati in terra, perché nessuno vuole comprarli. Perché? A causa di accordi dissennati che l'Unione europea ha fatto. Fanno entrare gli agrumi marocchini attraverso la Spagna (rendendoli comunitari) e allo stesso tempo fanno morire i piccoli produttori, che chiaramente non possono cedere i loro prodotti al prezzo dei marocchini. In Calabria, chi raccoglie le clementine spesso deve farlo con operai in nero, spesso viene anche utilizzata manodopera di origine africana, perché costa di meno. Questo é lo scenario che si presenta, questo é l'ultimo regalino dell'Europa.

Abbiamo un Paese in ginocchio, dove i prodotti italiani restano invenduti, e quelli di scarsa qualità finiscono sulle nostre tavole. A vendere molti di questi agrumi marocchini, sono le catene di ipermercati, che piazzano sui loro banchi una merce che costa pochissimo, effettuando poi un ricarico enorme che ricade sul consumatore finale. A questo punto é lecito chiedersi se sia ancora giusto rimanere in una Unione europea che boicotta palesemente le nostre eccellenze, portando avanti dei mercati che in fondo fanno gli interessi di poche lobby. Me lo sono chiesto anche nel 2017, quando affrontai la problematica della crisi degli imprenditori agricoli (trovate un capitolo dedicato nel libro Calabria amara). Il problema dei prodotti extracomunitari che invadono il nostro mercato, ha negli anni minato la solidità delld nostre imprese, tra l'altro penalizzate anche dalle sanzioni che l'Europa comminò alla Federazione russa, uno dei Paesi che di più importava frutta dal nostro Paese. E allora dovremmo chiederci dove si trovavano gli europarlamentari del Partito Democratico, dove erano quelli di Forza Italia, quali interessi stavano difendendo.

 Lega e Movimento 5 Stelle hanno sempre denunciato questa pratica scorretta delle importazioni mascherate di agrumi, come del resto hanno fatto anche nel caso specifico della salsa di pomodoro e di determinate eccellenze alimentari che da sempre tengono in alto il nome del nostro Paese nel mondo. Se l'Europa continuerà a tutelare gli interessi di pochi Paesi, molte delle nostre eccellenze spariranno dai mercati. Ci potremmo ritrovare di nuovo in strada con la guerra delle arance, sul modello della protesta già attuata dai pastori sardi. Il vero problema é che stanno scomparendo storiche imprese, che la qualità della merce venduta é spesso sacrificata in cambio di un maggior guadagno. Si prediligono prodotti a basso costo, per accontentare una fascia sempre più estesa di consumatori, spesso inconsapevoli di quel che vanno ad acquistare. Il mercato rionale cede il passo all'ipermercato, dove tutto si acquista a basso costo. Siamo ancora disposti ad accettare che le multinazionali distruggano i nostri prodotti e le nostre principali eccellenze? Se la risposta é si, allora prepariamoci a un esercito di disoccupati, perché molti di quegli imprenditori agricoli, dal mese di settembre, forse anche prima, cesseranno le loro attività.

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