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Visualizzazione dei post da Aprile, 2019

Salvini metta in panchina Siri e la smetta di fare propaganda

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Gli ultimi giorni sono stati molto tesi, giorni in cui Lega e Movimento 5 Stelle, se le sono date di santa ragione. A innescare il continuo battibecco tra i due contraenti del contratto di governo, è la vicenda Siri, vicenda nella quale il Sottosegretario, è indagato per una presunta corruzione. A Siri i magistrati contestano la vicinanza ad Arata (ex Forza Italia) e una incessante attività per promuovere incentivi nel settore eolico, mediante un emendamento bocciato più volte dal Mise. Siri inizialmente ha negato, ma con il passare delle ore la sua posizione è cambiata, tanto che ha ammesso di aver avuto contatti con Paolo Arata, che tra l'altro ha suo figlio che è stato assunto a Palazzo Chigi da Giorgetti. In una vicenda del genere, in cui Siri risulta indagato, ci chiediamo se sia il caso che rimanga al suo posto, o se sia meglio per lui, e per il decoro delle istituzioni, che si dimetta, visto che avrebbe cosí modo di difendersi lontano dal Ministero delle infrastrutture. La…

Sulla Libia, caro Salvini, non si fanno polemiche

Mentre il Ministro Salvini continua a diffondere fake news sulla chiusura dei porti (non esiste un documento che lo provi), Di Maio prova a far capire all'alleato di Governo che la situazione in Libia è tesa, difficile da gestire, ma soprattutto un problema per il nostro Paese. Al netto delle dichiarazioni di Al Serraj, che prevede l'arrivo di 800 mila persone pronte a scappare dalla Libia, va detto che i numeri potrebbero essere più contenuti, ma comunque un problema serio per il nostro Paese . Si, perché davanti a una tragedia umanitaria, con gente che scappa dalla guerra, dalle torture, sarebbe difficile sostenere che quegli uomini, quelle donne, rappresentino un pericolo per l'Italia. Il vero pericolo per l'Italia, è invece lo scoppio e l'estendersi del conflitto, che avrebbe sicuramente una serie di ricadute negative su di noi. Intanto sarebbe veramente difficile respingere i barconi con a bordo dei rifugiati, ma i problemi potrebbero essere anche più seri qua…

Haftar e la Libia, un nuovo problema per l'Europa e l'Italia

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Torno a scrivere dopo qualche giorno trascorso a studiare gli scenari internazionali e a riflettere sulla situazione libica che da qualche ora è degenerata. Si temeva l'escalation militare e le prime avvisaglie ci sono già. Haftar ha avanzato il suo raggio di azione fino alla periferia di Tripoli e sembra non volersi fermare. Dietro all'avanzata si nasconde però un subdolo gioco diplomatico in cui sono coinvolti diversi Stati, ma in particolare la Francia. L'Italia in Libia ha sempre avuto buoni rapporti con i governi, ha sempre costruito una rete diplomatica in grado di monitorare la situazione e di allertare imprenditori e investitori che operano in un terreno assai difficile. Da qualche anno però, la nostra diplomazia ha ceduto il passo alla diplomazia francese, che in questo momento non si esprime su Haftar e su quello che potrebbe accadere qualora il conflitto si estendesse anche alle varie bande che coabitano in Libia.

Qualora l'esercito regolare riuscisse a resp…