Sulla Libia, caro Salvini, non si fanno polemiche

Mentre il Ministro Salvini continua a diffondere fake news sulla chiusura dei porti (non esiste un documento che lo provi), Di Maio prova a far capire all'alleato di Governo che la situazione in Libia è tesa, difficile da gestire, ma soprattutto un problema per il nostro Paese. Al netto delle dichiarazioni di Al Serraj, che prevede l'arrivo di 800 mila persone pronte a scappare dalla Libia, va detto che i numeri potrebbero essere più contenuti, ma comunque un problema serio per il nostro Paese . Si, perché davanti a una tragedia umanitaria, con gente che scappa dalla guerra, dalle torture, sarebbe difficile sostenere che quegli uomini, quelle donne, rappresentino un pericolo per l'Italia. Il vero pericolo per l'Italia, è invece lo scoppio e l'estendersi del conflitto, che avrebbe sicuramente una serie di ricadute negative su di noi. Intanto sarebbe veramente difficile respingere i barconi con a bordo dei rifugiati, ma i problemi potrebbero essere anche più seri qualora il conflitto andasse avanti per troppo tempo. Proprio per questo, Conte, ha chiesto il cessate il fuoco, ma soprattutto una sponda agli USA. Il nostro Paese sostiene Serraj, lo farà fino alla fine, perché sa che una guerra sanguinosa, distante solo 200 miglia, noi non possiamo permetterla.

È questo il motivo che ha spinto il Premier a spingersi in avanti, chiedendo la fine del conflitto e soprattutto la normalizzazione della Libia, dove gli italiani hanno enormi interessi da difendere (Eni, SNAM ). È una situazione difficile, perché l'Italia dovrà impedire che altri Stati chiedano un intervento armato che farebbe precipitare ancor di più le cose. L'Europa però sembra latitare, non esiste una posizione ufficiale unitaria, è proprio per questo Conte si è rivolto agli americani, perché capisce che solo loro possono lanciargli un'ancora di salvataggio. Qualora fallisse il tentativo di una conciliazione tra le parti, la Libia diverrebbe un problema serissimo per l'Italia, che si troverebbe isolata in Europa nell'affrontare una tragedia umanitaria , che sembra purtroppo dietro l'angolo. E mentre noi scriviamo, la guerriglia in Libia è iniziata, con più di 100 morti caduti sul campo di battaglia.

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