Salvini metta in panchina Siri e la smetta di fare propaganda

Gli ultimi giorni sono stati molto tesi, giorni in cui Lega e Movimento 5 Stelle, se le sono date di santa ragione. A innescare il continuo battibecco tra i due contraenti del contratto di governo, è la vicenda Siri, vicenda nella quale il Sottosegretario, è indagato per una presunta corruzione. A Siri i magistrati contestano la vicinanza ad Arata (ex Forza Italia) e una incessante attività per promuovere incentivi nel settore eolico, mediante un emendamento bocciato più volte dal Mise. Siri inizialmente ha negato, ma con il passare delle ore la sua posizione è cambiata, tanto che ha ammesso di aver avuto contatti con Paolo Arata, che tra l'altro ha suo figlio che è stato assunto a Palazzo Chigi da Giorgetti. In una vicenda del genere, in cui Siri risulta indagato, ci chiediamo se sia il caso che rimanga al suo posto, o se sia meglio per lui, e per il decoro delle istituzioni, che si dimetta, visto che avrebbe cosí modo di difendersi lontano dal Ministero delle infrastrutture. La reazione di Salvini è puerile e anche molto confusa, perchè Siri non è uno qualunque, ma un esponente leghista condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta. Era proprio lui l'uomo da nominare Sottosegretario? 
Salvini, che da giorni gioca su degli accostamenti alquanto improbabili, non ha ancora avuto il coraggio di allontanare Siri, un tentennamento che probabilmente costringerà il premier Conte a dimissionarlo al ritorno dalla Cina, perchè un politico non deve avere ombre e macchie, dunque Siri dovrà mettersi da parte. Di Maio sa che il suo Movimento non potrebbe digerire il salvataggio di Siri, per questo sta attuando un pressing, per dimostrare che il Movimento é diverso, dunque non attende i giudici prima di cacciare un indagato per corruzione. Il caso De Vito ne è la testimonianza. Matteo Salvini la smetta di difendere Siri e si ricordi che la propaganda social, nel caso suo, deve essere pesata a dovere, perchè un Ministro dell'Interno non può certo sostenere di voler combattere la mafia, se poi nel suo partito esiste un esponente ritenuto dai giudici in rapporti con imprenditori accusati di vicinanza a Messina Denaro. Salvini si ricordi che non tutti gli indagati sono uguali, a maggior ragione i membri del Governo. I pentastellati,
su questa battaglia, hanno riacquistato compattezza, dunque non possono mollare di un centimetro e siamo certi che chiederanno ancora le dimissioni di Armando Siri. Il Movimento ha sempre fatto delle battaglie su casi simili, pertanto, coerentemente con il proprio modus operandi, continuerà a pressare l'alleato per togliere il governo dal grosso imbarazzo, che ha un nome e cognome, Armando Siri. 

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