La lunga volata verso le Europee. La Lega esce ammaccata dal caso Siri

La Lega dopo diverse settimane subisce una battuta di arresto, scendendo addirittura sotto la soglia psicologica di quel 30% che tutti i sondaggi avevano fotografato negli ultimi mesi. A pesare, il Caso Siri, che si è concluso con la revoca del Sottosegretario, che Di Maio e company hanno voluto fortemente. Una scelta giusta che ha fatto riprendere fiato, consensi, al Movimento 5 Stelle, che a questo punto prova a rosicchiare consensi nelle ultime due settimane che precedono il voto del 26 Maggio. Di Maio ha iniziato la campagna elettorale che si concluderà giorno 24 Maggio, sta girando l'Italia per spiegare cosa di buono è stato fatto in questo primo anno di Governo. Sarà una corsa a cui partecipa anche una Lega "ammaccata", colpita nelle costole dalla durezza degli attacchi rivolti a Siri. La battaglia dei grillini è stata percepita come positiva, i cittadini hanno apprezzato la volontà di fugare ogni dubbio, quindi, la revoca del Sottosegretario Siri, è una netta vittoria dei pentastellati, che hanno messo all'angolo una Lega e un Salvini fin troppo spregiudicati.

Al Movimento, non è piaciuto l'atteggiamento del Ministro degli Interni, che anzichè defenestrare Siri dopo poche ore, ha iniziato un braccio di ferro con l'alleato, costringendo Conte a chiudere le contese con la revoca nell'ultimo Consiglio dei Ministri. Sarà una volata in cui non mancheranno gli attacchi e i colpi di scena, ma anche oggi, Di Maio, ha portato a casa un altro pezzetto di quel programma che da anni racconta dai palchi, ossia la riduzione del numero dei parlamentari. Suicida la scelta del Pd, che ha deciso di votare contro alla proposta di riduzione di 345 Parlamentari. Servirà ancora un altro voto, ma la mossa dei democratici appare incomprensibile. Il 26 Maggio probabilmente la Lega vincerà le elezioni europee, ma non riuscirà ad ottenere i voti necessari per disfarsi di Forza Italia. Proprio per questo, il Governo
Gialloverde" potrebbe andare avanti, anche perché al momento mancano le alternative. La sensazione è che Mattarella non voglia elezioni anticipate e che in Parlamento tutto possa succedere.

Commenti

  1. Io, ai sondaggi, raramente do' credito, sia quando sfavorevoli e ancor di più quando favorevoli. È sempre battaglia. Le armi non bisogna abbassare mai specie in questo tipo di tenzoni dove alla grande vanno i filibustieri che continuano a mischiare le carte e tentano di confondere sempre di più le acque al povero elettore.

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