È di nuovo sfida a tre. Il ritorno alle origini del M5S può solo fare bene

Il Movimento 5 Stelle, poche ore fa ha avuto la risposta che chiedeva ai suoi iscritti, una risposta molto chiara: il 70% dei militanti, vuole presentare delle liste alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio. Il capo politico, preso atto dell'esito del voto, ha invitato tutti, parlamentari e attivisti, a fare il massimo nei territori impegnati nella contesa elettorale. Il ritorno alle origini del Movimento, è comunque un segnale da non sottovalutare, perché dimostra che la base non ha mai perso la voglia di lottare, e che l'anima movimentista non si é affievolita sui territori. In Emilia Romagna, i pentastellati faranno da ago della bilancia, proveranno a inserire cittadini attivi all'interno delle istituzioni, sapendo che sia la Lega, che il Pd, stanno al momento molto meglio in termini di consensi. I dati delle elezioni europee, però, ci dicono che in quei territori il Movimento ha raccolto quasi il 13% di consensi. A livello regionale, al momento, viene quotato intorno all'8%, un dato diffuso da Ipr Marketing nella trasmissione di ieri a Porta a Porta. Discorso differente si registra invece in Calabria, dove il centrosinistra esce da una gestione Oliverio molto negativa. Alle ultime europee il Movimento ha tenuto con quasi il 30% dei consensi. Una eventuale coalizione civica o singola lista, dovrebbe raggiungere almeno l'8% per accedere al Consiglio Regionale calabrese. In Calabria il Movimento ha bisogno di un lavoro di squadra, di un candidato performante, ma soprattutto di coprire al meglio i territori, puntando su una campagna elettorale a contatto con la gente. Se é il caso, i candidati dovranno prendersi anche dei fischi, delle contestazioni, dimostrando di avere coraggio. Uno dei temi su cui puntare, è certamente il contrasto alla criminalità, ma sarà necessario anche far rete con le associazioni ambientaliste e i vari comitati che si occupano di difesa del territorio. La Calabria é considerata da tutte le statistiche come la "Cenerentola d'Europa", un luogo in cui i giovani emigrano copiosamente e la popolazione invecchia. Molti centri sono oggi a rischio spopolamento, e tra 10 anni si rischia di avere un territorio desertificato sia dal punto di vista anagrafico che economico. Il rilancio di questa regione passa da idee innovative, dalla valorizzazione dei luoghi di interesse turistico, dal riscatto di una generazione (quella tra i 18 e i 24 anni), al momento priva di prospettive e abbandonata. Il Movimento, come forza di governo, dovrà investire in una terra che ancora oggi ha un gap infrastrutturale elevato, in cui mancano gli investimenti per il contrasto al rischio idrogeologico. Bisognerà attingere anche ai fondi europei, provando a utilizzarli nel migliore dei modi, favorendo startup innovative
e imprese promotrici del brand Calabria. Non sarà semplice battere i partiti organizzati, sarà una dura battaglia da combattere pancia a terra, non arretrando di un centimetro, consapevoli di avere tutti contro, a partire dal sistema mediatico e finendo con i calabresi disinteressati, una categoria che negli anni é cresciuta a dismisura. Il tempo delle polemiche é finito, ora tutti, ma proprio tutti, siamo chiamati a dare il 110%.

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