Calabria, ultima chiamata

Sono passati 10 giorni dal mio ultimo articolo, giorni di festa, trascorsi con amici e parenti, come ormai accade da anni. Nonostante i giorni di feste, ho continuato a leggere e informarmi sulle principali problematiche che potrebbero acuirsi nel 2020. Una delle crisi più gravi che da anni investe la Regione Calabria, é quella del ciclo dei rifiuti. Con il 2020, con il passaggio di consegne della gestione degli Ato ai Comuni, le difficoltà riaffioreranno, mettendo in grossa difficoltà i territori gestiti dai Comuni. Si segnalano già ritardi, vengono segnalati rifiuti non raccolti in molti Comuni. Ci sono già problemi serissimi nel conferimento degli stessi nei centri di raccolta. É l'anno zero della Calabria, una Regione che da anni vive una eterna emergenza. Mentre il mondo va avanti, mentre si sperimentano nuove tecniche per la raccolta dei rifiuti, in Calabria si continua ad avvelenare i territori. Ormai le discariche non bastano più, i rifiuti affiorano in strada, nei campi, come "attrazione" del paesaggio circostante. Pochi giorni fa, a circa 3 km da dove abito, un'associazione di volontari ha ripulito i fondali marini dalla plastica. Ne hanno tirata fuori tanta, a tonnellate. Un danno al turismo, ma soprattutto all'ecosistema marino. Se poi il tutto avviene in zone tutelate e riserve marine, la rabbia aumenta. Nel 2019 sono stati tanti i giovani che hanno deciso di lasciare la Regione, perché privi di un lavoro e senze prospettive per il futuro. Se si fosse attuato un serio piano sullo sviluppo del turismo ecosostenibile, oggi ci sarebbe una ricaduta occupazionale, invece si continua ad avere la vista corta. Con 800 chilometri di coste, la nostra Regione dovrebbe essere il fiore all'occhiello del turismo, invece è il fanalino di coda nelle classifiche europee. Perché accade questo? Le cause sono molteplici, ma quella principale é legata alla classe dirigente e al sistema politico parassitario, che non si rigenera, che vede da anni gli stessi interpreti. Coloro i quali compiono i disastri, si ripresentano poi in altre forze politiche, sostenendo di poter risolvere le problematiche che loro stessi hanno generato. Un caso clinico, uno scenario tutto calabrese, in cui si parla di tutto, tranne che dei problemi atavici che attanagliano la Regione. Il 26 gennaio i calabresi saranno chiamati ad eleggere il nuovo Presidente della Regione. Mi auguro che l'elettorato possa bocciare quelle persone che da anni campano di politica, i cosiddetti "dinosauri della politica", incapaci di trovarsi un lavoro, ma bravissimi a far danni irreparabili. Comunque vada, che Dio ce la mandi buona!

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