Il Coronavirus avanza, si rischia un collasso sanitario


Nell'ultima giornata, ieri domenica 25 Ottobre, in Italia si è registrato un numero purtroppo in crescita di casi di Coronavirus: 21243 casi. Nel trend di crescita primeggiano Lombardia, Campania e Piemonte, che hanno una situazione epidemiologica molto seria. Sono circa 1200 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (+80 ieri), con un trend ormai consolidato e in crescita. Sembra ormai delineato lo scenario delle prossime 4 o 5 settimane: i casi saliranno e purtroppo aumenteranno anche i pazienti che dovranno sottoporsi alle cure intensive. Se il trend dei pazienti in terapia intensiva continuasse a salire, o rimanesse stabile, in un mese ci sarebbero 2400 pazienti costretti a ricorrere alle cure intensive. Ed è per questo che si deve intervenire per arrestare una crescita esponenziale che inizia a far paura. Nei mesi estivi le Regioni hanno adeguato solo in parte le unità di terapia intensiva, le quali rischiano di saturarsi nel breve periodo. Da ore si discute degli effetti economici del nuovo Dpcm, senza ragionare però sulla crisi sanitaria che si sta per palesare. Il contact tracing ha fallito,  i medici del territorio sono pochi, negli ospedali serve ancora personale. È lecito attendersi che con l'arrivo del virus influenzale il sistema possa subire un sovraccarico, ragion per cui è necessario intervenire con interventi contenitivi. Quali? Ne elenco alcuni per far comprendere ai lettori la strategia da seguire:

-Chiusura delle scuole di ogni ordine e grado

-Fermo dei mezzi pubblici nelle città in cui i casi di Coronavirus superano i 1000 casi giornalieri 

-Chiusura di attività non essenziali

-Vendita mediante asporto in quelle attività in cui risulta difficoltoso mantenere le distanze di almeno 2 metri tra un tavolo e l'altro, misura da adottare per 30-40 giorni

-Chiusura delle attività turistico-ricettive per 30 giorni

-Lasciare aperti i supermercati 24 ore su 24, vietando però il consumo di cibi e bevande all'esterno 

-Chiusura degli uffici pubblici e mantenimento della sola modalità lavoro agile per 4 settimane

-Incrementare nei 40 giorni di fermo il parco mezzi, per ripartire con trasporti meno congestionati e adottando una capienza massima del 50%. 

Tutte queste misure possono rallentare la corsa folle di un virus che anche ieri ha fatto 128 vittime. Comprendo bene che si tratta di misure dure che impattano sul tessuto socio-economico del Paese, ma in situazioni di emergenza (e questa lo è), bisogna agire anticipando il virus, non inseguendolo. Qualora la curva non scendesse entro 6 settimane, il Governo dovrebbe poi attuare un totale lockdown per un altro mese. Non esistono altre soluzioni per limitare una crescita di contagi così veloce. 

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