Facciamo il punto sulla pandemia


L'Italia e l'Europa provano a uscire dalla fase acuta della seconda ondata di Sars CoV-2, lo fanno consapevoli di una situazione socio-economica quasi esplosiva. Ovunque, in Europa, si susseguono manifestazioni di protesta contro le zone rosse e le misure restrittive necessarie a diminuire la circolazione del virus. Da qualche giorno, in Italia, si teme che possa saltare completamente il periodo di shopping natalizio. I cittadini temono che le attuali misure possano infliggere un colpo mortale al commercio, che in questo periodo in genere ritrova vigore e spinta. Ma a che punto siamo? In che fase della pandemia siamo giunti? Tra 24 ore avremo forse la prima conferma a un trend in leggera discesa, ma dovremo poi attendere il 24 di novembre per capire se le misure introdotte qualche settimana fa hanno funzionato. Intanto ieri si é toccato un nuovo picco dei decessi, oltre 700. I nuovi positivi oltre 34 mila, ma con oltre 230 mila tamponi analizzati. Ci sono delle Regioni in cui il livello di saturazione delle intensive cresce, altre che vedono un piccolo rallentamento. Ma é decisamente troppo presto per trarre delle conclusioni. La sensazione é che il Cts tema un nuovo liberi tutti per fine dicembre o inizio gennaio. Si teme infatti che un eventuale allentamento delle misure, possa poi creare danni enormi in febbraio e marzo. La strategia é di addolcire la curva e farla scendere lentamente, provando a individuare quali attività potranno riaprire per prime. In un contesto epidemiologico del genere, si inserisce la crisi economica di molte famiglie. É vero che il Governo ha provveduto a velocizzare il decreto ristori prorogando anche altre due mensilità di Rem, ma molte categorie lamentano difficoltà. Non aiuta nemmeno l'atteggiamento delle forze di opposizione, che hanno anche ignorato il monito di Mattarella a una maggiore coesione nazionale. Nel frattempo il Governo prova a uscire dall'impasse Calabria, dove ancora si attende il nome del Commissario ad acta alla sanità. Per ora i calabresi si dovranno accontentare del grande Gino Strada, che in tempo di crisi, diciamocelo, é pur sempre un gran regalo per la sanità calabrese. Buon lavoro Gino, ma soprattutto buona fortuna ai cittadini calabresi. Un'ultima preghiera. Presto in Calabria si tornerà a votare, questa volta non sprecate il vostro voto e ricordatevi che se oggi non potete uscire di casa, non potete farvi le analisi, la colpa é di chi vi ha portato al Commissariamento, quella destra e sinistra, che oggi, ipocritamente, danno lezioni a chi governa. 

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