Alexei Navalny e la lotta alla corruzione

Tutti noi conosciamo Alexei #Navalny, attivista e blogger russo fiero oppositore del regime di Vladimir Putin. Alexei da anni combatte gli oligarchi russi e chiede una democrazia in Russia, pur dichiarandosi un fiero scudiero dei valori del nazionalismo. Navalny in questi anni ha sfidato la censura e grazie al suo team e alla moglie Yulia, ha pubblicato importanti inchieste sulla corruzione in Russia. Navalny attraverso una serie di piccole partecipazioni in aziende russe, ha raccolto tante informazioni con cui ha poi costruito delle inchieste-reportage che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, ma soprattutto sui social. I suoi canali sono molto seguiti, specie dopo aver subito un attentato con microsfere di novichoc, un potente nervino che lo ha ridotto in fin di vita. Dopo essere rimasto 5 mesi in Germania per curarsi, Navalny ha fatto ritorno in Russia, dove é stato subito processato e condannato a 3 anni e mezzo di carcere. 
Immagine di archivio #Coronavius


Nonostante questo, Navalny ha fatto pubblicare dal suo team l'ultimo scoop, un video molto lungo in cui spiega che Putin ha fatto costruire un palazzo con bunker atomico, allevamento di ostriche e enormi prati, grazie ad alcune tangenti arrivate da oligarchi russi. Navalny ha dunque incitato il popolo russo a ribellarsi, cosa avvenuta, tanto che le autorità russe hanno dovuto eseguire migliaia di arresti. Nelle ultime ore Putin ha intensificato la caccia ai collaboratori del blogger, arrestando un suo caro amico e stretto collaboratore. Fonti tedesche affermano che la moglie Yulia sarebbe giunta in queste ore in Germania. Sebbene Navalny sia un blogger molto spregiudicato, gli va peró riconosciuto il coraggio di aver oltrepassato quella sottile linea rossa che negli anni quasi nessuno aveva osato valicare. Il suo avvelenamento, il suo arresto, rappresentano per molti blogger un motivo di resistenza al potere. La privazione delle libertà personali é tipica dei regimi, quindi sarebbe opportuno che i governi europei si schierassero con forza contro gli arresti di massa che da anni avvengono in Russia. 


Ad Alexei e Yulia va il nostro plauso per il coraggio dimostrato. Comunque vada, hanno osato sfidare lo Zar Putin, al quale mezzo mondo, ormai da troppo tempo, spesso rivolge troppi complimenti. Putin é un ex membro del Kgb, un uomo che a ormai 70 anni, mantiene un potere enorme che divide con pochi amici fidati che supportano la sua oligarchia. Noi italiani dovremmo batterci per preservare il nostro sistema democratico e le istituzioni dalla corruzione, ma temo che purtroppo, questa sia ormai giunta a tutti i livelli. La corruzione ha un enorme costo e pesa sulle nuove generazioni. La corruzione esiste e pervade ogni ambiente, proprio per questo bisogna scegliere bene le persone che ci rappresentano. Fin quando tutti i politici si lasceranno piegare da avanches e corruttele, il nostro Paese non si risolleverá, ma, al contrario, sprofonderà nell'abisso, facendo pagare il conto alle future generazioni. 

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