La Lega di lotta e di Governo. Salvini l'equilibrista

Una Lega di lotta e di governo, questo è quanto si osserva da giorni in tv. Mentre nei Consigli dei Ministri la Lega vota e approva le chiusure, le restrizioni, in leader va in tv a dichiarare tutto e il contrario di tutto. Le piroette mediatiche di Matteo Salvini, da giorni si sono moltiplicate. La sua base vuole sentire "basta virus", "si apra tutto", ma la situazione epidemiologica non lo permette. Allora Salvini si contorce come un circense e con tono basso afferma "Vediamo, mi fido del Presidente Draghi, ora che c'è lui sto più tranquillo". Si, come no. Ma Salvini è uomo da talk, al cospetto di veri giornalisti e talentuosi intellettuali sfodera il suo repertorio base: "Ma come si permette?", "Aaah, è sempre colpa di quel cattivone di Salvini se le cose vanno male", per poi chiudere con il solito riepilogo di richieste al Governo,  come se lui non ci fosse. È comico ma purtroppo è così. Ma al netto delle simpatie e delle antipatie per il personaggio, che da questa esperienza non avrà certo grandi soddisfazioni, la Lega oggi ha due anime: quella giorgettiana e quella salviniana. La prima è ben vista dagli americani e dal Quirinale, la seconda sta cambiando atteggiamenti e pelle, anche per accreditarsi a livello europeo. Una trasformazione repentina che in pochi giorni ha portato Salvini a cancellare dal vocabolario le parole "flat tax" e "euro". Incredibile ma vero. Il leader leghista teme che la parte moderata faccia fuggire consensi, che comunque sarebbero prede della Meloni, che ha scelto di investire sul fallimento del Governo e dunque dell'Italia. In uno scenario complesso, a guardare son rimasti in pochi. Gli attacchi più forti a Draghi e al Governo vengono da Di Battista, che uscito dal M5S, continua la sua opera di giornalismo e battitore libero contro le élites finanziarie.  Sicuramente diversi gli scenari per i 5 Stelle, che nelle ultime ore hanno richiamato a gran voce Giuseppe Conte, il quale dovrà decidere se restare in politica o dedicarsi ad altro. La sensazione è che Conte possa tornare e interpretare un ruolo nel M5S, creando un'alternativa politica al sovranismo meloniano e della destra.  Succederà qualcosa nei prossimi giorni, e noi saremo qui a raccontarlo, come sempre. Intanto ci gustiamo le due facce della lega e soprattutto rileviamo che i renziani le poltrone le hanno riprese, ma su questo dubbi noi non ne avevamo. 


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