Vaccini e varianti, a che punto siamo?

Da qualche giorno l'Università di Oxford ha deciso di lanciare una sperimentazione attraverso l'inoculazione di vaccini diversi. Gli scienziati inglesi, davanti ad alcune varianti, hanno iniziato una prima sperimentazione che li porterà a somministrare ad alcuni gruppi di pazienti, dosi miste di vaccini. Questi volontari avranno dunque la prima dose di vaccino Astrazeneca e poi una seconda di Pfizer-Biontech, ma ci saranno altri gruppi che serviranno per studiare altre soluzioni invertendo l'ordine del vaccino. Questo studio è necessario anche alla luce di alcune notizie che giungono dal Sudafrica,  dove a quanto pare, il vaccino Astrazeneca verrà sospeso. La variante che imperversa nel paese africano, ha infatti creato enormi problemi, visto che il vaccino Astrazeneca al massimo avrebbe una efficacia del 28%. Un vero problema. L'altra variante da tenere d'occhio è quella amazzonica o di Manhaus, una variante che ha addirittura riacceso intere aree di contagio che avevano raggiunto l'immunità di gregge. Il Brasile è uno dei Paesi più colpiti dal Covid-19, un Paese che purtroppo, negli ultimi anni, è stato sottoposto a una progressiva opera di deforestazione. Che possa esistere un legame tra ambiente e Covid-19 è fuor di dubbio, quanto possa aver inciso la deforestazione lo capiremo tra qualche anno. Le scelte di Bolsonaro potrebbero pesare su 3 generazioni. 

È notizia di pochi giorni fa che a breve dovrebbe anche approdare sul mercato il vaccino di Johnson e Johnson, un vaccino di cui si parla molto bene. In base ai numeri e all'attuale copertura vaccinale, è lecito attendersi che il periodo di vaccinazione si prolungherà fino al prossimo anno, quando il 70-75% della popolazione dovrebbe essere immunizzata. Lasciano ben sperare i dati di Israele,  mentre preoccupa e non poco, la progressione del contagio in alcune aree del nostro Paese. Qualora le varianti si diffondessero solo in alcune zone, sarebbe opportuno adottare lockdown locali e tempestivi, evitando il diffondersi delle varianti. I rischi aumenterebbero sicuramente nel momento in cui la circolazione tra Regioni tornerebbe libera. È questo il motivo che spinge i medici e i virologi a essere prudenti. Certo le scene e gli assembramenti milanesi non lasciano ben sperare, ma lo capiremo tra 3 settimane. Ora è tempo di monitorare con precisione il diffondersi del virus, poi toccherà al nuovo governo decidere la linea, una linea che molto probabilmente non seguirà la proposta del "liberi tutti"che purtroppo giunge in queste ore dalla politica.  Dal leader del primo partito italiano, la Lega,  sono arrivate spesso proposte senza basi scientifiche. Da sottolineare che intervistato da Lilli Gruber, non ha risposto chiaramente a una domanda precisa sull'eventualità della vaccinazione. Solo attraverso una campagna vaccinale di livello si potrà tornare a crescere economicamente,  ogni tentennamento o ritardo, ci costerà caro sia in termini di vite umane che di Pil. 


Commenti

Post più popolari