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Il piccolo popolo curdo e il grande tradimento americano

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Nelle ultime ore la Turchia ha iniziato una serie di azioni aeree, ma anche una offensiva militare di terra che sta provocando decine di vittime tra le forze militari curde, ma anche tra i civili. Un bagno di sangue prevedibile, vista la potenza militare che l'esercito turco può mettere in campo. Tutto nasce dal disimpegno americano, una scelta che ritengo indegna di un grande Paese come gli Stati Uniti. Gli americani hanno tradito il popolo curdo, e lo hanno fatto perchè sapevano di poter contare su un'Europa divisa, priva di una posizione unitaria. Da ore, ogni Paese europeo lancia il proprio appello, ma ogni appello, fino a questo momento, é caduto nel vuoto. Ancor più insopportabili appaiono le dichiarazioni di Erdogan, che si è anche permesso di alzare i toni e minacciare l'Europa, promettendo un'invasione di profughi, qualora l'UE lo contrastasse. Uomini, donne e bambini, usati come merce di scambio. Erdoğan sa che l'Europa è terrorizzata dalla sua minacc…

Sulla Libia, caro Salvini, non si fanno polemiche

Mentre il Ministro Salvini continua a diffondere fake news sulla chiusura dei porti (non esiste un documento che lo provi), Di Maio prova a far capire all'alleato di Governo che la situazione in Libia è tesa, difficile da gestire, ma soprattutto un problema per il nostro Paese. Al netto delle dichiarazioni di Al Serraj, che prevede l'arrivo di 800 mila persone pronte a scappare dalla Libia, va detto che i numeri potrebbero essere più contenuti, ma comunque un problema serio per il nostro Paese . Si, perché davanti a una tragedia umanitaria, con gente che scappa dalla guerra, dalle torture, sarebbe difficile sostenere che quegli uomini, quelle donne, rappresentino un pericolo per l'Italia. Il vero pericolo per l'Italia, è invece lo scoppio e l'estendersi del conflitto, che avrebbe sicuramente una serie di ricadute negative su di noi. Intanto sarebbe veramente difficile respingere i barconi con a bordo dei rifugiati, ma i problemi potrebbero essere anche più seri qua…

Haftar e la Libia, un nuovo problema per l'Europa e l'Italia

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Torno a scrivere dopo qualche giorno trascorso a studiare gli scenari internazionali e a riflettere sulla situazione libica che da qualche ora è degenerata. Si temeva l'escalation militare e le prime avvisaglie ci sono già. Haftar ha avanzato il suo raggio di azione fino alla periferia di Tripoli e sembra non volersi fermare. Dietro all'avanzata si nasconde però un subdolo gioco diplomatico in cui sono coinvolti diversi Stati, ma in particolare la Francia. L'Italia in Libia ha sempre avuto buoni rapporti con i governi, ha sempre costruito una rete diplomatica in grado di monitorare la situazione e di allertare imprenditori e investitori che operano in un terreno assai difficile. Da qualche anno però, la nostra diplomazia ha ceduto il passo alla diplomazia francese, che in questo momento non si esprime su Haftar e su quello che potrebbe accadere qualora il conflitto si estendesse anche alle varie bande che coabitano in Libia.

Qualora l'esercito regolare riuscisse a resp…