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Ma dove sono i giovani indignati?

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Signori, quello che scriverò probabilmente non piacerà a molti, ma ritengo che sia giusto scriverlo per onestà intellettuale. Sono nato in Calabria e vivo in questa splendida terra da anni, ma non riesco a capire i motivi per cui i giovani non si ribellino. Eppure la situazione non è delle migliori. La Calabria è una bellissima Regione, ma ha una disoccupazione giovanile a livelli allarmanti, un macigno che si porta dietro da anni. La povertà è in aumento, la sanità non rispetta i LEA (livelli essenziali di assistenza), ma nessuno muove un dito, nessuno si arrabbia. Perchè accade questo? Siete ancora convinti che qualcuno avrà una vostra delega e vi risolverà i problemi? Non funziona cosí.
Fatevi avanti giovani valorosi e intelligenti, mandate via una classe politica parassitaria che da anni vi impedisce di avere un futuro migliore. Entrate nelle istituzioni e sostituite chi vi ha preceduto. Come fare? Organizzatevi, incontratevi, inixiate a pianificare un programma fatto di idee, ev…

Basta con la storia dei giovani sul divano!

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Da qualche settimana il Decreto sul Reddito di cittadinanza mo nopolizza i dibatti televisivi, dove vengono invitati degli opinionisti che a turno esprimono delle critiche nei confronti della misura approvata dal Governo Conte. Una delle affermazioni più usate da questi sedicenti esperti, é la seguente: "Basta sussidi per tenere i giovani incollati sul divano". É un'affermazione molto lapidaria, che cataloga la maggior parte dei giovani in una categoria precisa, ossia quella dei fannulloni, o per ricordare un termine molto caro al defunto Ministro Padoa Schioppa, in quella dei "bamboccioni". Ma è proprio cosí che vanno le cose? In realtà no, ma è evidente che esista un problema molto serio nell'introdurre i giovani nel mondo del lavoro. Va detto, però, che spesso i giovani vengono usati e poi scaricati, che esiste una certa tendenza, tutta italiana, a considerare i giovani un peso, specie i tirocinanti, che dopo aver concluso il percorso formativo che gene…

Il reddito di cittadinanza è una buona misura, piace anche all'Europa

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Da qualche settimana il reddito di cittadinanza monopolizza i dibattiti televisivi ed è quasi sempre presente nel palinsesto dei talk show. Si tratta di una vittoria ottenuta da Grillo e dal Movimento 5 Stelle, che da anni provano a spiegare che serve uno strumento di contrasto alla povertà, specie in un Paese dove i poveri sono 5 milioni. Il reddito di cittadinanza è comunque uno strumento in grado di ricomporre coesione sociale, una misura che può funzionare bene se verranno fatti i giusti investimenti sui Centri per l'impiego, che al momento non funzionano a dovere. Proprio per questo, per la riforma dei Cpi, il Governo ha stanziato 1 miliardo, ma ha promesso che l'investimento potrebbe essere raddoppiato.

Per la prima volta, una forza politica mette al centro del dibattito il tema della povertà. Chi critica la misura del reddito di cittadinanza, forse vive su Marte, forse non ha letto il Rapporto sulla povertà stilato dalla Caritas. Quello che stupisce è l'accanimento …